Cucina regionale

La cucina romana, o di necessità virtù...

Dire della cucina laziale significa, volenti o nolenti, far riferimento alla capitale: tutto ha mosso da lì, o verso di lei. Non si può affatto dimenticare quest’antefatto (o questa conclusione?), ogni qualvolta si voglia provare a raccontare le tante ghiottonerie che imperterrite continuano a sfilare su queste tavole da decenni, quando non da secoli.

Abruzzo: una gemma incastonata fra gli appennini e le onde…

L’Abruzzo è la prima regione, scendendo verso sud, che si allontana sensibilmente da alcune tradizioni radicate nel Settentrione: qui ad esempio si coltiva il grano duro, in sostituzione di quello tenero, e per insaporire le portate si usa il pecorino al posto del Parmigiano.

UMBRIA: dolci colline, e olivi d'argento...

Fra tradizione e semplicità, la cucina umbra vanta un delicato “oro” liquido: l’olio extra-vergine di oliva. La Dop, riconosciuta dal 1997, è denominata “Umbria”,

Molise: l'affascinante magia di un mondo arcaio ...

La gastronomia molisana è di grande semplicità, agreste nell’entroterra e marinara sulla costa.

Marche: un crocevia di storia, ricco di sapori...

Sempre attenta alle consuetudini di una volta, eppure capace di rinnovarsi continuamente, la cucina marchigiana propone una ricca varietà di piatti,

Liguria: lo scabro fascino di una terra innamorata del mare ...

Tipicamente mediterranea e basata principalmente su carni bianche, pomodori e zucchine, oltre che sulla frutta, la cucina ligure si fonda sulla semplicità, senza rinunciare tuttavia al gusto e al profumo grazie all’uso di erbe aromatiche quali basilico, timo e rosmarino.

Emila-Romagna: due terre gemelle con le mani in pasta…

In Emilia-Romagna la cucina è di casa; del resto, proprio in questa terra (precisamente a Forlimpopoli) è nato Pellegrino Artusi, autentico monumento dell’arte culinaria italiana.

Puglia: uno sperone proiettato fra Adriatico e Ionio....

Pensare alla Puglia significa ricordare le tradizionali orecchiette con le cime di rapa, i saporiti formaggi, il pane con olive e cipolle, le focacce e i tarallucci; o ancora, le succulente cozze “arracanate” (al forno con pomodoro, olio e vino bianco).

Veneto: un gioco di opposti forti e gentili...

Con la stessa rapidità con cui si alterna il paesaggio, dal Garda al Cadore all’Adriatico, anche la cucina veneta gioca su caratteri opposti, proponendo un groviglio di tradizioni diverse.

Valle D’Aosta: una piccola valle sul tetto d’Europa

La gastronomia valdostana, caratterizzata da sapori intensi, vede grandi protagoniste della tavola le zuppe (quali la soupe grasse con la toma, la minestra di riso alla valdostana, la soupe paysanne) e la polenta.

Lombardia: una tavolozza di gusti fra pianura,laghi e monti.

Chi crede che la tradizione gastronomica lombarda si limiti solo alle sue specialità più note (polenta, torrone, panettone…) non rende merito alla ricchezza di sapori di questa terra.

Trentino-Alto Adige: dove le montagne si tingono di rosa.

I sapori tedeschi, le influenze veneziane e la spartana tradizione montana caratterizzano la gastronomia del Trentino-Alto Adige.

Friuli Venezia Giulia: cucina e tradizioni al sapore d'oriente

In una regione i cui territori hanno caratteristiche e identità differenti, il vero collante a tavola è la polenta, cotta nel tradizionale fogolar.

Calabria: una terra piccante, piena di civiltà

Semplice, ma con sapori forti, la cucina calabrese ha quale comun denominatore il peperoncino, che va ad insaporire la maggior parte dei piatti della regione.

Sicilia: Nella terra degli Dei, paradiso di dolcezze...

La Sicilia, con i suoi mille sapori derivati dalle tradizioni dei molti popoli che hanno segnato la sua storia, vede nelle coltivazioni ortofrutticole (come limoni, arance, mandorle, pistacchi, capperi e pomodori), nonché nei dolci, le sue punte di diamante.

Sardegna: tra coste di smeraldo e tombe giganti...

Di forte impronta agropastorale, i piatti sardi, dai sapori speziati, risentono negli abbinamenti di influenze fenicie, cartaginesi, spagnole e bizantine. La cucina sarda nasce dai pastori e dai contadini e vede grandi protagonisti il formaggio, il maiale e il pane.