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Cucina mediterranea
In uno spazio che intenda raccontare dei piaceri della gola, con tutti gli annessi e connessi storici, tradizionali o aneddotici che dir si voglia, sarà bene dedicare regolarmente una sezione alla più corretta alimentazione, intesa anche come salubrità degli ingredienti. La dieta mediterranea, con i suoi prodotti, sarà decisamente la protagonista di una rubrica come questa: prima di qualunque svisceramento, però, non sarà male ricordare il come e il perché dei principali alimenti con cui abbiamo quotidianamente a che fare, per un memorandum da non dimenticare – anche se, va riconosciuto, non sempre facilmente praticabile.
Abbiamo iniziato con alcune note sui principali ingredienti che abitualmente introduciamo nell’organismo, raccontandone noie e virtù. Ma c’è di più perché, invero, la scienza alimentare ci ha fornita una “top ten” indiscutibile e inamovibile.
Ogni organo assorbe dal sangue le sostanze di cui ha bisogno, e trae ovviamente beneficio dai cibi sani.
Non è una battuta, sappiatelo: oltre che col cervello, noi “pensiamo” anche con la pancia.
Ognuno è quel che mangia, usava dire un filosofo: scopriamo insieme se è vero…
Il nostro fabbisogno quotidiano di zucchero è zero (il cervello può ricavare glucosio anche da pane, pasta e cereali). Invece capita di consumarne ogni giorno 90-100 grammi o anche più (il consumo medio nazionale è sui 25 chili l’anno).
I Parte In un villaggio del Medio Oriente della fine dell’Ottocento è giorno di mercato.
Il pesce migliora la memoria… Una leggenda. A parte il fatto che altri cibi, come i legumi, contengono più fosforo, questo elemento non migliora affatto memoria e attività cerebrali. L’equivoco, forse, sarà nato perché i fosfolipidi (acidi grassi legati a un gruppo fosforico) sono componenti strutturali del cervello.
Non pensate che dimenticare i digiuni sia del tutto un paradosso. Se è vero, infatti, che mangiare tanto e introdurre più calorie di quelle che bruciamo è il primo passo verso il sovrappeso, è però altrettanto vero che saltare i pasti risulterebbe una mossa comunque perdente.